Calcio e religione che connessione hanno?

Calcio e religione che connessione hanno?

Image result for old foot ball balloon

Per milioni di persone, il calcio – lo sport che forse più di ogni altro stimola spostamenti di persone nel mondo intero – tiene il posto tradizionalmente occupato dalla religione.

Image result for pregano calciatoriImage result for pregano calciatori

Quanto c’e’ di vero in tutto questo e che connessione ha il calcio con la religione?

Studiosi della Religione, come Emilio Durckheim e Lucien Goldmann, tanto per citare due nomi importanti, sostengono che “La religione non è un sistema di idee; è piuttosto un sistema di forze che mobilizzano le persone fino a condurle alla più alta esaltazione” (Durckheim). La fede compare sempre abbinata alla religione. Questo stesso autore classico afferma nel suo famoso “Le forme elementari della vita religiosa”: «La fede è innanzitutto calore, vita, entusiasmo, esaltazione di tutta l’attività mentale, trasporto dell’individuo al di là di se stesso». E conclude Lucien Goldmann, sociologo della religione e marxista pascaliano: “Credere è scommettere che la vita e la storia hanno un senso; l’assurdo esiste ma non prevarrà”. Partendo dall’articolo tradotto da Romano Baraglia di di Leonardo Boff (http://leonardoboff.wordpress.com) abbiamo voluto andare alla fonte e pare che dall’inizio dei tempi i palloni abbiano sempre avuto a che fare con la religione a differenza di quanto si pensa.

a photo of a hessian and string ballIl primo pallone della storia e’ rinvenuto in una tomba egizia di 5200 anni fa da Sue Giles, Senior Curator World Cultures ora visibile al Bristol City Museum and Art Gallery, su una semplice palla di lino proveniente dalla tomba di un bambino conosciuta come Tomba 518 a Tarkhan, in Egitto.
Questo non è altro che uno straccio di lino, forse strappato da un vecchio lenzuolo o da una tunica logora, arrotolato in una palla e legato in forma con un filo di corda. Sulla base di alcuni geroglifici gli studiosi ipotizzano che gli egiziani giocassero in occasione delle feste di fertilita’ e per questo avvolgevano le loro sfere con stoffe dai colori sgargianti da calciare intorno alla terra per celebrarne l’abbondanza.

Sarà questa la vera origine del calcio?

E’ quanto si chiede Victor Vegan col suo documentarioWhere it all began” col quale ha ricevuto lo scorso dicembre il premio speciale della Medicina Sportiva allo                  Sport Film Festival di Palermo.                                                                                                     Il documentario ci fa capire che l’origine del calcio è molteplice e racconta di tanti tipi di giochi simili tra loro e rintracciabili in diversi luoghi ed epoche. Dall’Asia al Messico, Cina, Giappone, dalla Grecia all’antica Roma, calcio fiorentino per poi arrivare al Regno Unito ed alla citta’ di Sheffield dove nel 1857 sorse la prima squadra ufficiale con le stesse regole praticate oggi in tutto il mondo:                                                                               lo Sheffield Football Club.

Il gioco del calcio sembra quindi avere avuto origini antichissime e più di una ed in ogni epoca la religione è stata parte integrante del medesimo, nel Tlatchi messicano le partite più importanti erano considerate veri e propri eventi religiosi, e prevedevano spesso sacrifici umani. In Giappone e Corea il foot-ball Cu-jo è tutt’ora praticato nei templi scintoisti.

Per fortuna le stravaganze e la violenza del gioco brutale si limitarono al medioevale Royal Shrovetide Football che veniva praticato ad Ashbourne una piccola cittadina di circa 7000 abitanti del Derbyshire, in Inghilterra (ancora oggi annualmente la competizione si svolge il martedì grasso e il mercoledì delle ceneri) ed a cambiarlo decisamente fu lo scozzese John Hope, Image result for John Hutchinson e Andy Mitchell John Hope

un cristiano protestante molto religioso, quando nel 1824 in quel di Edimburgo, secondo le ricerche di John Hutchinson e Andy Mitchell buttò le basi per il proto-football con tanto di regole ed il convolgimento di 300 membri  ancor prima delle università di Oxford e delle “rules” scritte anche a Sheffield e Nottingham.

Image result for John Hutchinson e Andy Mitchell John Hope

Dalry Park è stato il primo campetto di gioco ad Edinburgo con persone che giocavano la palla coi soli piedi anticipando quel che successe poi nel 1855 quando alcuni membri dello Sheffield Cricket Club organizzarono un primo torneo di calcio non basato su regole ufficiali e Nathaniel Creswick e William Prest furono i pionieri che fondarono lo Sheffield Football Club il 24 ottobre 1857. Probabilmente qualcuno o lo stessoThomas Wright, il chirurgo di Nottingham nato nel 1822 che aveva studiato all’Università di Edimburgo prima di divenire presidente del Notts County, avrebbe potuto conoscere John Hope ed esportare il foot-ball in Inghilterra.

Image result for Nathaniel Creswick e William Prest Image result for John Hutchinson e Andy Mitchell

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se quindi pensiamo alla nascita di questo sport in primis a John Hope col suo Foot-ball Club, dobbiamo sapere che il calcio e’ nato da un cristiano protestante che fece campagne affinche’ i suoi giocatori si comportassero benissimo in campo e fuori, no ad alcool, droghe, bestemmie, etica e rispetto per tutti anche di religioni e caste diverse.

Egli era un filantropo che ci teneva in primis al “Mens sana in corpore sano” anche se il suo motto per coinvolgere i primi calciatori era “Scientia viribus jucta“ovvero alleanza di abilità e forza, proprio questo è stato ripreso ultimamente in Italia per la rifondazione  del Foot-ball Club Torinese 1894 la prima delle squadre italiane che riprende in se’ le precedenti dilettantistiche del 1887 e getta le basi per l’F.C. Torino 1906 e che il prossimo 6 settembre alle ore 17.30 presso la sala conferenze di Palazzo Lascaris, sede della Regione Piemonte a Torino, sara’ presentata società, staff tecnico e squadra in vista del campionato di terza categoria e Coppa Piemonte, stagione 2018/2019.

Dunque, se guardiamo bene la storia, il calcio, è effettivamente collegato alla religione e per molta gente adempie caratteristiche religiose: fede, entusiasmo, calore, esaltazione, un campo di forza e una permanente scommessa che la loro squadra si aggiudicherà il trionfo finale.

La spettacolarizzazione dell’apertura dei giochi ricorda una grande celebrazione religiosa, carica di rispetto, riverenza, silenzio, seguiti da un fragoroso applauso e da grida di entusiasmo. Ritualizzazioni sofisticate, con musiche e sceneggiature delle varie culture presenti nel paese e la presentazione dei simboli del calcio (bandiere e stendardi), specialmente la coppa che mima un vero calice sacro, il santo Graal ambito da tutti. E c’è, salvo il rispetto, il pallone che funziona come una specie di ostia con la quale tutti entrano in comunione.

Come nelle religioni e chiese, esistono nel calcio ordini e congregazioni religiose così come il “tifo organizzato”. Questi hanno i loro riti, i loro canti, la loro etica, famiglie intere che scelgono di abitare vicino al Club della squadra, vere chiese, dove i fedeli si incontrano e comunicano i loro sogni. Si fanno fare tatuaggi sul corpo con i simboli della squadra andando contro alle scritture che lo vietano. Il bambino non fa a tempo a nascere che la porticina dell’incubatrice è già ornata con i simboli della squadra del cuore per dire ‘siamo battezzati, non tradiremo la nostra fede’.

Considero ragionevole interpretare la fede come ha fatto il grande filosofo e matematico cristiano Blaise Pascal: una scommessa; se scommetti che Dio esiste hai tutto da guadagnare; se di fatto non c’è, non hai niente da perdere. Dunque è meglio scommettere che Dio esiste. Il tifoso vive di scommesse (la cui espressione maggiore è la lotteria sportiva) che la fortuna sarà a favore della sua squadra oppure che qualcosa all’ultimo minuto del gioco tutto può cambiare. Infine vincere per quanto forte sia l’avversario. Nella religione ci sono persone di riferimento, la stessa cosa vale per i campioni.

Nella religione esiste la malattia del fanatismo, dell’intolleranza e della violenza ai danni di altre espressioni religiose; lo stesso nel calcio: gruppi di una squadra arrivano ad aggredire quelli della squadra rivale. Gli autobus vengono presi a sassate. E a volte ci scappa persino il morto, veri delitti conosciuti da tutti. Tifoserie organizzate e fanatiche possono ferire e perfino ammazzare tifosi del team avversario.
Per molti il calcio è diventato una cosmovisione, una forma di interpretare il mondo di dare senso alla vita. Alcuni sono depressi quando la loro squadra perde ed euforici quando vince.

Bisognerebbe pero’ ritornare a quelle origini che erano distanti dalla corruzione e pensare semplicemente a quei giocatori che sono geniali artisti di creatività e abilità. Non senza ragione, il maggior filosofo del XX secolo, Martin Heidegger non perdeva nessuna partita importante, perché vedeva nel calcio la concretizzazione della sua filosofia, la contesa tra Essere ed Ente mentre si affrontano, si negano, si compongono e attuano l’imprevedibile gioco della vita che noi tutti stiamo giocando.

Noi teo-filosofi pensiamo che non ci sia nulla di male nel seguire questo incredibile sport purche’ non si perdano mai quei lati positivi che solo il foot-ball può rapidamente conseguire facendoci sentire parte di una fratellanza parallela a quella prettamente religiosa pero’ non tiferemo mai una sola squadra per non associare a Dio nulla e nessuno e cercando di non dimenticarci mai le parole del presidente dello Sheffield Richard Tims che sostiene che il foot-ball sia nato solo ed esclusivamente per l’amore del gioco.

 

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: